Two on the Route
Giappone

8 – 30 giugno

Giappone

Tre settimane tra Tokyo, montagne, santuari e mare interno

Ventitré giorni in Giappone, praticamente registrati in presa diretta: ogni sera (o la mattina dopo, quando il jet lag vinceva) uno di noi due prendeva il telefono e raccontava cosa avevamo fatto. Questo diario nasce da quelle registrazioni.

Il viaggio: Tokyo come base per una settimana con gite a Nikko e Kamakura, poi Hakone e il trekking storico del Nakasendo da Magome a Tsumago, Nagoya solo di passaggio, Kyoto per quasi una settimana, una puntata a Hiroshima e Miyajima, Fukuoka e Himeji, per chiudere a Osaka con una gita a Nara.

Non è una guida perfetta: ci siamo persi, abbiamo sbagliato treno più di una volta, qualche giorno di pioggia a Fukuoka e Osaka ci ha un po' fiaccati. Ma è tutto vero, ed è pieno dei posti, del cibo e delle persone che ci hanno fatto dire più volte 'questo dobbiamo assolutamente scriverlo'.

La mappa del viaggio

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Giorno per giorno

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    8 giugno

    Atterraggio a Tokyo

    Si parte da Narita: i primi timbri del viaggio sono al desk informazioni nella zona centrale, subito dopo il ritiro bagagli. Poi la Suica: se non l'avete su iPhone (facilissimo) serve quella fisica, da fare agli sportelli Welcome Suica. Occhio che la maggior parte dei biglietti si paga in contanti, quindi conviene prelevare subito. Skyliner da Narita a Nippori (si paga direttamente alla biglietteria in aeroporto), il quartiere dove abbiamo dormito quasi tutto il soggiorno a Tokyo. Appena arrivati abbiamo scoperto di essere vicinissimi a Yanaka Ginza, una via di negozi molto carina, poi Ueno Park e la parte bassa di Ueno, piena di vita. In serata una trentina di minuti di treno fino a Shinjuku: luci ovunque, il Golden Gai con i suoi baretti minuscoli (super turistico) e cena a Omoide Yokocho, la Memory Lane.

    • Primi timbri al desk informazioni di Narita
    • Skyliner Narita → Nippori
    • Yanaka Ginza
    • Ueno Park e la sua parte bassa, piena di vita
    • Shinjuku di sera: Golden Gai e Memory Lane

    Dove abbiamo mangiato

    • Omoide Yokocho (Memory Lane)Cena

      A Shinjuku, il vicolo delle locande a pochi passi dalla stazione, poco prima del Golden Gai.

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    9 giugno

    Asakusa, Tsukiji e teamLab

    Sveglia prestissimo per Asakusa: il tempio Senso-ji con la sua pagoda, la fortuna estratta con l'omikuji e il quartiere intorno con le casette in stile Edo. Appena fuori dal tempio c'è Nakamise-dori, piena di negozietti: tutto molto turistico, ma carino. Qui il nostro primo goshuin, il timbro firmato del tempio, e un altro timbro al tourist center (ce n'è uno anche in fondo alla via dei mercatini, ma ce lo siamo perso). Assaggiato il taiyaki, il pesciolino dolce ripieno di crema di fagioli rossi, poi al mercato del pesce di Tsukiji, a due passi da Ginza: qualche cosina tipica molto overpriced e un takoyaki appena fuori. Giro per Ginza e Itoya, la sua cartoleria su più piani (ci aspettavamo di più), poi teamLab Planets: ingressi limitati e a gruppi, tanta gente, ma un'esperienza di luci pazzesca. Il matsuri che volevamo vedere nella parte bassa di Taito non c'era, ma abbiamo trovato un tempietto e passeggiato per un quartiere super local fino alla stazione di Ueno, per un ramen lì sotto. In serata, a Nippori, la scoperta di un baretto sotto una scala: sei giapponesi e basta, cocktail da 3 euro, sguardi diffidenti all'inizio e poi chiacchiere in giapponese, un drink offerto dal proprietario e un «mata ne» da tutto il locale.

    • Senso-ji, omikuji e primo goshuin
    • Nakamise-dori e il taiyaki
    • Mercato di Tsukiji e Ginza
    • teamLab Planets
    • Passeggiata local a Taito e ramen a Ueno
    • Baretto locale a Nippori

    Dove abbiamo mangiato

    • Taiyaki a Nakamise-doriStreet food

      Il pesciolino dolce ripieno di crema di fagioli rossi, assaggiato lungo la via dei negozi di Asakusa.

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    • Mercato di TsukijiMercato

      A due passi da Ginza: qualche cosina tipica molto overpriced ma divertente, più il takoyaki appena fuori.

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    • Ramen a UenoRamen

      Alla stazione di Ueno: «il migliore della mia vita».

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    • Baretto sotto una scala a NipporiBar

      Sei giapponesi e basta, cocktail da 3 euro: all'inizio ci guardavano malissimo, poi chiacchiere in giapponese, un drink offerto dal proprietario e un caloroso «mata ne» da tutti.

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    10 giugno

    Giardini imperiali e Shibuya

    Giornata lunghissima. Mattina ai Giardini del Palazzo Imperiale con un tour gratuito: ci si mette in coda prima delle 9 e i primi 300 hanno diritto alla guida (in bassa stagione, nessun problema). La guida ci ha spiegato un sacco di cose, anche sugli animali raffigurati, come il drago a bocca aperta, simbolo di protezione e prosperità. Poi i Giardini Est, aperti al pubblico intorno ai resti della vecchia fortezza: enormi, ordinati, ci si potrebbe passare la giornata. Pranzo da Sushiro, una catena di kaitenzushi (sushi a nastro) dentro un centro commerciale: il primo sushi del viaggio, con una consistenza del pesce tutta un'altra cosa rispetto all'Italia. Nel pomeriggio lo Zojo-ji, davanti alla Tokyo Tower, con la sezione delle statuette di bambini col cappuccio rosso, dedicate ai bimbi morti piccoli, per accompagnarli nel loro viaggio. Stanchi morti ma con il sole appena uscito, su al 45° piano del Tokyo Metropolitan Government Building: vista gratuita su tutta Tokyo e pure un baretto per un caffè. A seguire il Meiji Jingu, raggiunto con una bella camminata nel bosco, e infine Shibuya fino a sera: il crossing, il Pokémon Center, lo store di One Piece, JoJo World e cena a base di tonkatsu.

    • Giardini del Palazzo Imperiale, tour gratuito
    • Primo kaitenzushi
    • Zojo-ji e le statuette dal cappuccio rosso
    • Vista gratis dal Metropolitan Government Building
    • Meiji Jingu nel bosco
    • Shibuya Crossing, Pokémon Center, JoJo World

    Dove abbiamo mangiato

    • Kaitenzushi SushiroSushi a nastro

      Il primo sushi a nastro del viaggio, in una catena nel centro commerciale: il pesce giapponese ha una consistenza tutta un'altra cosa rispetto all'Italia.

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    • Tonkatsu a ShibuyaCena

      La cotoletta di maiale dopo la serata tra Shibuya Crossing, Pokémon Center e JoJo World.

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    11 giugno

    Gita a Nikko

    Sveglia prestissimo per Nikko, con un po' di caos sui biglietti. Con Suica o Pasmo si entra in stazione, ma sul treno Tobu (noi siamo partiti da Nippori, la linea parte da Asakusa) va comprato a parte il posto a sedere: il tornello lo paga la carta, il posto un biglietto extra. Circa 50 minuti di treno, poi dalla stazione il bus fino alla parte alta, dove c'è il ponte: se su Maps mettete «Nikko» come destinazione vi fa scendere troppo presto, conviene proseguire di altre tre fermate. Da lì si cammina in un boschetto, qualche scalino e si arriva ai templi, dove abbiamo scoperto (per caso) le free tour guide: un'oretta di giro intorno ai templi, da fuori, con tutta la loro storia. Poi l'ingresso ai templi: ognuno ha il suo biglietto, ma al primo se ne può comprare uno cumulativo (c'è anche un museo, che abbiamo saltato). Al ritorno, a piedi, pranzo seduti per terra sui futon in un ristorantino che fa un solo piatto: udon con tofu e uovo preparati in un modo particolare, buonissimo. Scendendo, lungo la via, tanti negozietti, tra cui quello di ceramiche di una signora anziana e di suo marito. Rientrati a Tokyo, Ikebukuro: Animate, Mandarake e negozi da nerd (a parte quelli non c'è molto altro), e cena a base di okonomiyaki nel gigantesco centro commerciale Sunshine City.

    • Templi di Nikko con guida gratuita
    • Pranzo sul futon: udon, tofu e uovo
    • Negozio di ceramiche artigianali
    • Ikebukuro: Animate e Mandarake
    • Prima okonomiyaki del viaggio

    Dove abbiamo mangiato

    • Ristorantino sui futon a NikkoPranzo

      Faceva un solo piatto: udon con tofu e uovo preparati in un modo particolare, molto buono. Si mangia seduti sui futon, a terra.

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    • Okonomiyaki a Sunshine CityCena

      Nel gigantesco centro commerciale di Ikebukuro: portano gli ingredienti crudi e la piastra è sul tavolo, noi ce l'abbiamo fatta fare perché non eravamo capaci.

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    12 giugno

    Nezu, Akihabara e Shimokitazawa

    Giornata a due passi da casa, almeno all'inizio: mattina a piedi tra i vicoli più local di Nippori, poi con la guida fino al santuario di Nezu. Lungo la strada un taiyaki fatto a mano, tutta un'altra storia rispetto a quello di Asakusa. Il Nezu è molto bello, con i torii rossi in fila un po' come a Fushimi Inari, e c'è poca gente perché la zona non è turistica. Al ritorno, sempre a Nippori, un localino di dango buonissimi con personale gentilissimo: ci hanno dato un ombrellino per la foto e regalato due origami fatti da loro. Poi la via dei tessuti, sul lato est della stazione di Nippori, e Akihabara: grandi negozi pieni di action figure (un paio sono tornate a casa con noi) e Super Potato, il negozio retrò di videogiochi con vecchie console, cabinati e dolcetti d'epoca, di cui abbiamo fatto scorta. Un caffè con dolcetto vicino alla stazione e via a Shimokitazawa, diversa da tutta la Tokyo vista finora: tanti stranieri, prezzi più alti non perché sia turistica ma per un ceto sociale più alto, e un sacco di negozi. A piedi fino a una stazione dall'altro lato, tra case molto diverse da quelle viste finora, poi la foto alla scalinata di 'Your Name'. Per cena Okachimachi, la zona viva appena sotto il parco di Ueno: in un ristorante cinese due giapponesi si sono seduti accanto a noi, e abbiamo passato la serata a parlare e bere finché non ci hanno offerto la cena.

    • Santuario di Nezu e i suoi torii
    • Taiyaki e dango fatti a mano, con due origami in regalo
    • La via dei tessuti di Nippori
    • Akihabara e il retro-store Super Potato
    • Shimokitazawa
    • La scalinata di 'Your Name'
    • Cena offerta da due giapponesi a Okachimachi

    Dove abbiamo mangiato

    • Taiyaki fatto a manoStreet food

      Sulla strada per Nezu: tutta un'altra storia rispetto a quello assaggiato ad Asakusa qualche giorno prima.

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    • Dango a NipporiDolci

      Un localino che fa solo dango, buonissimi e con personale gentilissimo: ci hanno dato un ombrellino per la foto e regalato due origami fatti da loro.

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    • Caffè ad AkihabaraCaffè

      Un buon caffettino con un dolcetto, vicino alla stazione.

    • Ristorante cinese a OkachimachiCena

      Lungo una delle vie appena sotto il parco di Ueno: due giapponesi si sono seduti accanto a noi e abbiamo passato la serata a parlare e a bere, finché ci hanno offerto la cena.

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    13 giugno

    Kamakura

    Gita a Kamakura. Si scende una stazione prima, a Kita-Kamakura, per il tempio Engaku-ji, poi di nuovo in treno fino a Kamakura: la Komachi-dori, la via principale dei negozi, con un gelatino e qualche altra porcheria, e il grande viale. Da lì l'Enoden, il trenino verde a quattro carrozze, che si riempie in un attimo (Kamakura era strapiena), fino alla stazione di Hase per il Kotoku-in, il tempio del Grande Buddha. Dal tempio a piedi fino alla spiaggia: l'Oceano Pacifico, i giapponesi in spiaggia vestiti (alcuni anche con le scarpe), un po' di acroyoga e un bel sole. Rientro a Nippori per il check-in nel nuovo hotel e, nel frattempo, l'acquisto di due kimono: tanto tempo perso, ma anche un affare. In serata a Shibuya a caccia di carte Pokémon, già sold out, e cena con il fluffy omurice, che non era quello che ci aspettavamo (pensavamo a quello cremoso dentro, invece no): qualche piccola crisi da viaggio, gestita insieme. Nota pratica: il secondo hotel, sul lato est di Nippori, era più scomodo, perché la stazione più vicina non è Nippori ma Shin-Mikawashima, dove i treni passano molto meno spesso e con orari strani.

    • Engaku-ji a Kita-Kamakura
    • Komachi-dori
    • Il trenino Enoden
    • Grande Buddha di Kotoku-in
    • Spiaggia e acroyoga sul Pacifico
    • Shopping di kimono a Nippori

    Dove abbiamo mangiato

    • Komachi-doriStreet food

      La via principale dei negozi di Kamakura: un gelatino e qualche altra porcheria.

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    • Fluffy omuriceCena

      A Shibuya, dopo la caccia (fallita) alle carte Pokémon. Non era quello che ci aspettavamo: pensavamo a quello cremoso dentro, invece no.

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    14 giugno

    Verso Hakone, ryokan e onsen

    Colazione da Higurashi Bakery, una libreria-panificio vicino a Nippori scovata camminando verso la stazione, con coda e self-service. Poi il tentativo (fallito) di vedere 'La Grande Onda' di Hokusai al suo museo: il quadro è itinerante, gira tra musei diversi, e in quei giorni era altrove. Abbandonati i musei, si parte per Hakone: un lungo viaggio in treno fino a Odawara, dove avendo tempo abbiamo fatto un giro al castello e al suo bel parco fiorito, poi il bus che sale in montagna in circa 50 minuti, con un panorama bellissimo. Ad attenderci un ryokan pazzesco: yukata, 50 minuti di onsen privato con una vasca interna (e tutto il necessario per lavarsi) e una esterna, una cena tipica spaziale con una tavolata di cibo che continuava ad arrivare, e la notte sui futon, sul tatami, con il classico tavolino basso.

    • Castello di Odawara e il suo parco
    • Bus panoramico verso le montagne di Hakone
    • Onsen privato nel ryokan
    • Cena tipica e notte sui futon

    Dove abbiamo mangiato

    • Higurashi BakeryLibreria e panificio

      Libreria e panificio vicino a Nippori, trovato camminando verso la stazione: prodotti fatti lì, con coda e self-service.

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    • Cena tipica al ryokanCena

      Una tavolata di cibo che continuava ad arrivare, tutto buonissimo.

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    15 giugno

    Il cammino del Nakasendo, da Magome a Tsumago

    Colazione al ryokan, tipica ma impegnativa per le sette e mezza, poi il viaggio della speranza: bus giù dalla montagna e Shinkansen fino a Nagoya. Lì abbiamo cambiato piano: da Nakatsugawa, l'ultima stazione prima di Magome, c'era un solo bus a un orario utile, quindi tanto valeva prendere il treno lento ed economico (un'ora e mezza) invece di quello veloce, che costava il doppio, perché in entrambi i casi si aspettava lo stesso bus. Tra qualche peripezia e la pioggia appena iniziata, arrivo a Magome alle 13:40, giusto il tempo di mangiare qualcosa ai banchetti all'inizio del paese. Poi il trekking del Nakasendo, stupendo: prima in salita tra le case tipiche in legno di Magome, poi nella foresta fino a Tsumago, due-tre ore a seconda del passo. A Tsumago l'unico bus per Nagiso, la stazione più vicina, era alle 17:40 e noi eravamo in anticipo di un'ora, così abbiamo fatto i 45 minuti a piedi: stazione completamente deserta, il biglietto si paga al controllore direttamente sul treno. Arrivo a Nagoya, onsen in hotel (scoperto da Simo) e cena in un vicolo largo un metro e mezzo pieno di ristorantini, tra le famose ali di pollo (tebasaki). Prima impressione di Nagoya: tanti night club, locali per adulti e tipi loschi.

    • Trekking Nakasendo: Magome → Tsumago
    • La stazione fantasma di Nagiso
    • Vicolo di ristorantini a Nagoya
    • Le tebasaki, ali di pollo tipiche di Nagoya

    Dove abbiamo mangiato

    • Colazione al ryokanColazione

      Tipica, ma un po' impegnativa per le sette e mezza di mattina.

    • Banchetti all'inizio di MagomeStreet food

      Un boccone preso al volo prima di partire a piedi per il Nakasendo.

    • Vicolo di ristorantini a NagoyaCena

      Una via larga un metro e mezzo, tutta piena di ristorantini. Qui le tebasaki, le ali di pollo, vanno per la maggiore. Se cercate di arrivare a uno dei locali tramite maps, in bocca al lupo, riconoscere dov'è il locale che cercate è una vera sfida.

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    16 giugno

    Nagoya castle e via verso Kyoto

    Colazione con quello che avevamo preso in hotel e visita al castello di Nagoya: stanze tutte vuote e una visita di appena venti minuti. Giro nel parco intorno (Nagoya è piena di parchi e templi), ma le vibes della città non ci hanno conquistato, così alle 11 abbiamo deciso di partire per Kyoto in Shinkansen, arrivando verso mezzogiorno. Valigie al Carta Hotel Gion, in una delle zone più centrali, e subito in giro: Pontocho di giorno è quasi spenta (si accende la sera), quindi via verso lo Yasaka, pieno di ragazze con i kimono a noleggio, e il Ryozen Kannon, con la sua statua gigante: un memoriale per i caduti in guerra, molto suggestivo. Scendendo, Sannenzaka, una via affollatissima di negozi e cose da mangiare tra le casette tradizionali, dove ci siamo fermati per un caffè: alla cameriera è caduto quello appena fatto al bancone dietro di noi, schizzando in testa a Susie, e per scusarsi ci hanno regalato del caffè. Doccia in hotel e la prima wagyu del viaggio, in un locale fancy con poche persone e lo chef che cucina davanti a te. Per chiudere, una passeggiata nei vicoli di Pontocho, finalmente illuminati, dove abbiamo visto anche una geisha.

    • Castello di Nagoya
    • Shinkansen per Kyoto
    • Yasaka e il Ryozen Kannon
    • Sannenzaka
    • Prima wagyu del viaggio
    • Pontocho di sera e una geisha

    Dove abbiamo mangiato

    • Teppan Dining KyoshikianTeppanyaki, wagyu

      La prima wagyu del viaggio: un locale fancy con poche persone, lo chef cucina sulla piastra davanti a te, vicino a Pontocho.

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    17 giugno

    Fushimi Inari, soba e Round1

    Mercoledì mattina a Fushimi Inari, vicinissimo a Kyoto. Alle 8:40 c'era già gente, ma non tantissima: la prima parte del percorso è la più affollata, mentre salendo verso la cima del monte (una bella tirata) le persone si diradano sempre di più, già da metà strada. Fa molto caldo, quindi d'estate meglio andarci presto e sfruttare l'ombra degli alberi, perché negli spiazzi al sole si soffre. Vista anche una cerimonia, bellissima. Poi Fushimi, il paese: nessun turista, viette carine e un piccolo fiume. Pranzo da Yabusoba, trovato da Simo e praticamente invisibile dalla strada: tutto in giapponese, ma con una guida di domande da fare. Nel pomeriggio Susie si è sentita poco bene, ma siamo riusciti lo stesso a fare un giro in centro e a prendere le carte Pokémon. Nel frattempo Simo ha scoperto il Round1, un multipiano di giochi: gacha, macchinette con le pinze, una sala giochi con gente fortissima ai giochi musicali, un piano di finto gioco d'azzardo con i gettoni, bowling e freccette. Lì dietro una via nerd di action figure e magliette, e un negozio tutto a 100 yen (ciabatte comprese). Assaggiata la moneta da 10 yen ripiena di formaggio e cena da Kura Sushi, tra granita nuvola e tortina alla pesca.

    • Fushimi Inari: meno folla salendo verso la cima
    • Una cerimonia al santuario
    • Il paese di Fushimi e la soba di Yabusoba
    • Round1: arcade, gacha e bowling
    • La moneta da 10 yen al formaggio

    Dove abbiamo mangiato

    • YabusobaSoba

      Trovato da Simo, quasi invisibile: tutto scritto in giapponese, ma con una guida di domande da fare. Soba calda con un mix di ingredienti, buonissima.

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    • Moneta da 10 yen al formaggioStreet food

      Il 10 yen pan: una specie di cialda a forma della moneta da 10 yen, ripiena di formaggio filante.

    • Kura Sushi Plus KyotoSushi a nastro

      Un'altra catena di sushi a nastro, tutta automatica e un po' meno calorosa: i piatti girano sotto cupole trasparenti e quelli vuoti si infilano nella fessura del tavolo. Con granita nuvola (che è praticamente neve) e una tortina di pesca buonissima.

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    18 giugno

    Palazzo Imperiale, Sentiero del Filosofo e Nijo

    Mattina al Kyoto Gyoen, uno dei tre parchi più grandi del Giappone, con dentro due palazzi visitabili gratuitamente: il Sento Palace e il Palazzo Imperiale vero e proprio. Al primo c'era una guida, ma solo in giapponese: abbiamo scaricato l'app ufficiale, la stessa per tutti i palazzi imperiali del Giappone (vale anche a Tokyo). Giardini curatissimi con il laghetto, e tutto intorno spazi per camminare e correre e campi dove la gente gioca a baseball e a tennis. Poi il castello di Nijo e pranzo da W/Pizza, che ci aveva regalato una pizzetta, con un frozen yogurt lì accanto e una signora coreana entusiasta che ci ha fatto un sacco di foto. Un paio d'ore di relax sul prato di erba sintetica del Rissei Garden Hulic Kyoto, in una ex scuola elementare in centro, sempre all'ombra dei palazzi intorno e pieno di ragazzi tranquilli, poi il Sentiero del Filosofo nel tardo pomeriggio: un paio di chilometri lungo un torrente all'ombra, nessuno in giro, un serpentello, una granita dalle macchinette e, alla fine, un paesino bellissimo nella luce prima del tramonto. Cena in un ristorante tutto per noi, con sashimi strabuono, pollo teriyaki e finalmente un'insalata, e per chiudere una partita a bowling al Round1, divertentissima.

    • Kyoto Gyoen, Sento Palace e Palazzo Imperiale
    • Castello di Nijo e W/Pizza
    • Sentiero del Filosofo prima del tramonto
    • Cena con sashimi e pollo teriyaki
    • Bowling al Round1

    Dove abbiamo mangiato

    • W/PizzaPizza

      Dopo il castello di Nijo: ci hanno regalato una pizzetta piccola, di quelle che fanno loro. Buona, ma decisamente costosa. Lì accanto un frozen yogurt.

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    • Manmoan Takasegawa MatsumotoCena

      Solo noi due: sashimi, pollo teriyaki e finalmente un'insalata vera.

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    19 giugno

    Arashiyama, bambù e Kinkaku-ji

    Alle 8 alla foresta di bambù di Arashiyama: già un po' di gente, e alle 9:10 era un disastro. La foresta in sé si fa in cinque minuti, ma è bella, e tutto intorno c'è un parco da girare. Dalle 9 apre Villa Okochi Sanso, con il suo giardino, a pagamento, con l'ingresso da un incrocio della foresta dove passa pochissima gente: vale totalmente la pena. Giardini zen, tranquillità assoluta e un angolo un po' nascosto, l'ex residenza di chi ha costruito il posto, dove ci si toglie le scarpe, ci si siede sul tatami davanti a un giardino zen e si può scrivere ai tavolini con penne e fogli: un posto magico. Scendendo un tempio, poi vicino alla stazione il bellissimo museo dei carillon e la Kimono Forest. Un boccone veloce e via al Kinkaku-ji: il padiglione d'oro è iconico, ma si fanno due foto e in cinque minuti si è finito, ed è pieno di gente. Sulla via del ritorno, vicino all'hotel, lo Zenkyo-an, il tempietto dei cinghiali, pieno di cinghialini (tipo daruma) su cui si scrivono nome e desiderio, e subito dopo il Kennin-ji, con un grande giardino zen e i due draghi gemelli dipinti sul soffitto. Cena in un ristorante cinese a base di gyoza col brodo dentro, poi il bucato in lavanderia e, nell'attesa, un cocktail al BnA, un hotel d'arte lì vicino.

    • Foresta di bambù di Arashiyama all'apertura
    • Villa Okochi Sanso e il suo angolo zen nascosto
    • Museo dei carillon e Kimono Forest
    • Kinkaku-ji, il padiglione d'oro
    • Zenkyo-an dei cinghiali e i draghi del Kennin-ji
    • Gyoza col brodo

    Dove abbiamo mangiato

    • Ristorante cinese a KyotoCena

      Un sacco di gyoza, tutti buoni, con il brodo dentro: si fa un buchetto, si succhia il brodo e poi si mangiano, altrimenti si schizzano le persone di fianco.

    • BnA, hotel d'arteBar

      Un cocktail mentre aspettavamo la lavatrice: ambiente carino, con quadretti appesi ovunque.

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    20 giugno

    Giorno di pioggia: bacchette, kintsugi e teatro

    Piove, quindi giornata di laboratori. Prima le bacchette: scelto il legno, levigato e inciso con i nostri nomi in katakana e «Viaggione 26» (più difficile del previsto). Poi il kintsugi, super rilassante: ci hanno dato un piattino già rotto da riparare con l'oro, chiacchierando tantissimo con la ragazza che ci seguiva, e abbiamo scoperto che molti di quelli che lavorano lì sono studenti stranieri, in Giappone per un periodo di studio. Sotto la pioggia, a passeggio per i vicoli fino al mercato Nishiki, tutto coperto: un po' di pesce, un'omelette e qualche altra cosina, poi un altro giro nella zona coperta del centro. Alle 18 lo spettacolo al Gear, teatro senza parole con giocolieri, maghi e altri artisti: davvero bello. Cena in una catena, con un cibo particolare di cui non abbiamo mai capito il nome: buono comunque.

    • Laboratorio di bacchette personalizzate
    • Esperienza di kintsugi
    • Mercato Nishiki (al coperto, salva-pioggia)
    • Spettacolo teatrale al Gear

    Dove abbiamo mangiato

    • Mercato NishikiMercato

      Coperto, quindi perfetto sotto la pioggia: un po' di pesce, un'omelette e altre cosine.

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    21 giugno

    Hiroshima: memoria e okonomiyaki

    Prima tappa il mercatino delle pulci del tempio Toji (si tiene il 21 di ogni mese): parte dal tempio ma si estende per chilometri, ci abbiamo trovato perfino dei vinili. Poi in stazione a scegliere l'ekiben, tra negozi con un sacco di scelta e scatole bellissime, da mangiare sul treno per Hiroshima. Arrivati, dritti al Parco della Pace e al Museo Memoriale della Pace: un'esperienza pesante, tra le storie delle famiglie di chi è sopravvissuto alla bomba atomica, anche solo per poco. Nel parco c'è la Genbaku Dome, la struttura rimasta in piedi dopo l'esplosione, oggi patrimonio UNESCO, lasciata lì per ricordare. In serata l'okonomiyaki tipica di Hiroshima, molto diversa e ancora più buona di quella mangiata a Tokyo, con show cooking a sorpresa, e una passeggiata nella via coperta e illuminata, con un'atmosfera più tranquilla rispetto alle altre grandi città.

    • Mercatino delle pulci del tempio Toji
    • Parco e Museo Memoriale della Pace
    • Genbaku Dome (patrimonio UNESCO)
    • Okonomiyaki in stile Hiroshima

    Dove abbiamo mangiato

    • Ekiben in trenoBento da stazione

      Comprato in stazione a Kyoto tra negozi con un sacco di scelta e scatole bellissime, mangiato sul treno per Hiroshima.

    • Okonomiyaki in stile HiroshimaCena

      Show cooking a sorpresa: molto diversa e più buona di quella mangiata a Tokyo. Poi una passeggiata nella via coperta illuminata.

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    22 giugno

    Miyajima e i cervi sacri

    Primo giorno di pioggia forte, ma a Miyajima l'accoglienza è speciale: appena arrivati, un sacco di cervi tranquillissimi, che si avvicinano con calma senza dare fastidio. Il grande torii sull'acqua, la mattina con la bassa marea, si raggiunge quasi a piedi, mentre nel pomeriggio l'alta marea lo circonda completamente. Visitato il santuario a pagamento appena sotto, una specie di palafitta sull'acqua, ma spostandosi un po' c'è un tempio ancora più bello, il Daisho-in, pieno di statuette dei discepoli del Buddha con i berrettini, ognuna con un'espressione diversa. Assaggiati i momiji manju, dolcetti a forma di foglia d'acero con tanti ripieni diversi, e un giro nel parco con le cascate (c'è anche il sentiero per salire sul monte, che abbiamo evitato). Al ritorno, visto che pioveva ed era incluso nel pass, siamo saliti sullo Shinkansen di One Piece un po' a caso, scendendo due fermate dopo a Mihara, paesino famoso per il polpo: una mezz'ora sotto la pioggia, ma vale la pena per vedere uno scorcio di un posto fuori dai soliti giri. Tornati a Hiroshima, la ricerca disperata di un hamburger, trovato alla fine in un localino minuscolo al secondo piano su uno stradone, pieno di action figure e tutto per noi. Per chiudere, un melon pan e un gelato del combini con la cialda, tipo Viennetta.

    • Cervi liberi e tranquilli
    • Il grande torii sull'acqua, a bassa e alta marea
    • Daisho-in e le statuette dei discepoli del Buddha
    • Momiji manju
    • Sosta a caso a Mihara, il paese del polpo
    • Hamburger introvabile a Hiroshima

    Dove abbiamo mangiato

    • Momiji manju a MiyajimaDolci

      Dolcetti a forma di foglia d'acero, con tanti ripieni diversi.

    • Hamburger a HiroshimaCena

      Cercato disperatamente: un localino piccolissimo al secondo piano su uno stradone, con le action figure, e c'eravamo solo noi. Hamburger piccolo ma buono. Dopo, un melon pan e un gelato del combini con la cialda, tipo Viennetta: promosso.

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    23 giugno

    Fukuoka sotto la pioggia

    A Hiroshima avevamo visto un po' tutto, quindi si parte per Fukuoka, dove pioveva di brutto. Lasciate le valigie, la scelta un po' folle di andare per templi: nella zona vecchia della città, tra templi bellissimi e giardini zen, sotto il diluvio ma completamente da soli, compreso il grande Buddha di legno del Tocho-ji. Pranzo con sashimi e riso in una via commerciale, un salto veloce a Canal City e il check-in. Nel pomeriggio, visto che pioveva, cose al coperto: il Museo d'Arte Asiatica, molto carino, e poi la via sotterranea di Tenjin, un centro commerciale fatto di gallerie collegate alla metropolitana e ai treni, un po' buio ma decorato benissimo. La sera finalmente non pioveva, così siamo andati agli yatai, le bancarelle di cibo lungo il canale tipiche della città: giusto un assaggino, perché sono un po' sovrapprezzate, e poi cena in un localino al bancone. Nota di viaggio: la zona proprio dietro gli yatai è piena di prostituzione, con persone che ti mostrano un catalogo di ragazze in appartamenti sparsi per la città, molto visibile e in forte contrasto col resto del Giappone. Più carina e tranquilla l'altra parte del centro. In generale Fukuoka, per quel poco che abbiamo visto, è una grande città normale, come Hiroshima, senza la spettacolarizzazione di Tokyo.

    • Templi nella zona vecchia e il Buddha di legno del Tocho-ji
    • Museo d'Arte Asiatica
    • La via sotterranea di Tenjin
    • Yatai lungo il canale

    Dove abbiamo mangiato

    • Sashimi in via commercialePranzo

      Sashimi con riso, buono, dopo il diluvio nella zona vecchia.

    • Yatai sul canaleStreet food

      Un assaggino soltanto: erano un po' sovrapprezzate.

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    • Localino al banconeCena

      Pollo alla griglia, udon e un po' di tutto: roba surgelata, quindi non chissà che qualità, ma era gustoso proprio come volevamo.

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    24 giugno

    Himeji, il castello e l'allerta tifone

    Fukuoka sotto la pioggia aveva poco da offrire, quindi gita in giornata a Himeji sperando in un tempo migliore. In stazione abbiamo visto lo Shinkansen di Super Mario, bellissimo. Un paio d'ore di treno e alle 10 eravamo al castello, con pochissima gente e quasi niente pioggia. Il castello è vuoto dentro, ma è un castello vero, con gli spazi tenuti com'erano, ed è grande; accanto, in un altro complesso, un museo sugli shogun e le principesse che lo hanno abitato. Poi il giardino Koko-en, fuori dal complesso del castello: un lago con le carpe, i sassi disposti con cura, il ponte, una mini foresta di bambù e una sala da tè, dove abbiamo fatto una mezza cerimonia del tè (Simo si è mangiato anche i dolcetti di Susie) mentre smetteva di piovere. Dalle 10 all'una passata per vedere tutto, poi pranzo nella lunghissima galleria coperta che collega il castello alla stazione: wagyu cotta sul fornelletto, ognuno nella sua tendina. Verso le due ha ricominciato a piovere forte, quindi giro nella galleria e treno diretto delle 16:30 per tornare a Fukuoka. Lì il Gundam gigante, davanti a un centro commerciale (dove il tax free ha un sistema tutto suo: si va in una zona apposita e ci si registra con un'app), e cena a Canal City, con lo spettacolo di luci e fontane sulle note di «Con te partirò», ma poco da mangiare. In serata l'allerta per un doppio tifone, con il rischio che chiudessero alcune linee: visto che a Fukuoka pioveva tanto, abbiamo deciso di andare direttamente a Osaka il giorno dopo.

    • Shinkansen a tema Super Mario
    • Il castello di Himeji e il museo degli shogun
    • Giardino Koko-en e cerimonia del tè
    • Pranzo di wagyu nella galleria coperta
    • Il Gundam gigante a Fukuoka
    • Allerta tifone: si riparte in anticipo

    Dove abbiamo mangiato

    • Galleria coperta di HimejiPranzo

      Un posto un po' turistico nella galleria tra il castello e la stazione: wagyu cotta direttamente sul fornelletto con le verdure, un fritto (forse di maiale) e una crocchetta con la crema di granchio, tutto buono. Ogni posto ha la sua tendina, e vendevano pure action figure.

    • Canal CityCena

      Spettacolo di luci e fontane sulle note di «Con te partirò», ma delusione per il cibo: un timballo di gamberi, broccoli e crema e un omurice con l'hamburger. Pioveva e non c'era più niente in giro, mentre nella stazione attaccata all'hotel c'erano tanti ristoranti ancora aperti e molto più invitanti.

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    25 giugno

    Osaka, Dotonbori e la caccia all'omurice

    Viaggio un po' lungo ma bellissimo in Shinkansen e arrivo a Osaka verso ora di pranzo, con check-in anticipato. Le valigie le avevamo mandate con Yamato: abbiamo provato sia a farle spedire dall'hotel all'altro hotel, sia a portarle e ritirarle noi agli uffici Yamato, che per fortuna erano proprio dietro l'hotel a Kyoto e dietro l'appartamento a Osaka. Comodissimo. Pranzo a Shinsaibashi con l'omurice finalmente come si deve, quello che si apre sul riso, chiacchierando con dei ragazzi del posto. Poi giù per la galleria coperta di Shinsaibashi (pioveva, ma mai quanto a Fukuoka, la città più bagnata del viaggio) fino a Dotonbori, con il granchio, l'omino che corre e tutto il resto, e avanti fino a Namba. Dalla stazione di Namba al parco Nagai, ma la pioggia è aumentata, così siamo entrati nel museo di storia naturale: non è quello di Londra, ma costa poco ed è carino; c'è anche un orto botanico con un bel lago. Poi Dobutsuen-mae e la zona della torre Tsutenkaku: più sporca del resto del Giappone, odori compresi, con una via di locali, giochi e tiro con l'arco e le insegne giganti in 3D con le facce arrabbiate, una cosa tutta di Osaka. Dall'altra parte della strada locali con il karaoke, un po' trasandati e con vibes strane, anche se poi tutti erano cordiali. In giornata anche il negozio delle Pringles e una sala giochi di cinque piani, con le slot in basso e all'ultimo piano un bar dove paghi mezz'ora per giocare con camion telecomandati nella sabbia. Cena veloce nella stazione di Namba e, la sera, Dotonbori illuminata, tutta un'altra cosa rispetto al giorno, con i due Don Quijote giganti.

    • Servizio bagagli Yamato
    • L'omurice che si apre sul riso
    • Dotonbori, di giorno e di sera
    • Museo di storia naturale al parco Nagai
    • Torre Tsutenkaku e il quartiere Shinsekai
    • Il bar dei camion telecomandati

    Dove abbiamo mangiato

    • Omurice a ShinsaibashiPranzo

      Finalmente come si deve: quello cremoso che si taglia e si apre sul riso. E due chiacchiere con dei ragazzi del posto.

    • Udon freddi a NambaCena

      Mangiati nella stazione di Namba: freddi con l'insalata, mai più, si forma una patina e diventano viscidissimi.

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    26 giugno

    Museo della scienza e planetario

    Piove ancora, quindi musei. Mattina al museo della scienza di Osaka, a circa mezz'ora dall'appartamento: quattro piani pieni di roba, interattivi e divertenti. Pranzo direttamente lì, poi il planetario che Simo voleva tantissimo vedere: tutto in giapponese ma bello, con la storia del sole che parte da Osaka, l'alba sulla città e le costellazioni. Nel pomeriggio, in metro sotto la pioggia, il museo in stile Edo (Osaka Museum of Housing and Living): un intero villaggio d'epoca ricostruito al chiuso, con un tetto illuminato che cambia come le ore del giorno, un video introduttivo dentro un vecchio bagno pubblico, le casette e le botteghe in cui entrare, i giochi antichi e la farmacia. In un'altra sala i modellini di Osaka nei vari periodi, dalla fine dell'800 a prima e dopo la guerra, con tutte le miniature: forse la parte più bella. Poi una via coperta lì vicino, con alcuni edifici in stile Edo trasformati in caffè e negozietti, e cena da Fugetsu, in una stazione, con la griglia al tavolo. La sera a Tenma, una zona di baretti super locale e piena di giovani, tra vicoletti coperti un po' meno curati e lanterne. Lì un baretto a cui non davamo un euro si è rivelato la serata: un piccolo birrificio artigianale aperto da una signora, un birraio seduto al bancone e poi una signora di sessant'anni (ne dimostrava quaranta) scatenata, fan di Demon Slayer, che parlava solo giapponese. Abbiamo passato la sera a cercare di capire come stessimo comunicando: divertentissimo.

    • Museo della scienza di Osaka
    • Planetario (in giapponese, comunque suggestivo)
    • Museo del villaggio in stile Edo
    • Cena alla piastra da Fugetsu
    • Serata a Tenma con la signora fan di Demon Slayer

    Dove abbiamo mangiato

    • Ristorantino del museo della scienzaPranzo

      Simo un curry rice, Susie un piatto a forma di space shuttle con hamburger a stellina, mais, tofu e altre cosine, più due Oreo senza crema.

    • FugetsuOkonomiyaki e yakisoba

      In una stazione, con la griglia al tavolo: alla fine ci hanno fatto gli spaghetti (yakisoba), buonissimi.

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    • Baretto a TenmaBar

      Un piccolissimo birrificio artigianale aperto da una signora, con uno dei birrai al bancone. Poi è entrata una signora di sessant'anni, scatenata e fan di Demon Slayer: serata intera di chiacchiere in giapponese.

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    27 giugno

    Pioggia a Umeda, Kuromon e Osaka Castle

    Mattina difficile: pioveva, così abbiamo rinunciato sia a Nara sia al tempio dei daruma e siamo andati a Umeda, che non avevamo ancora visto. Con la pioggia non abbiamo visto quasi niente e ci eravamo un po' incupiti, a parte un tempio con un giardino zen, quello degli innamorati e dei gatti. Pranzo al mercato Kuromon, overpriced come al solito ma con qualche cosina buona, e finalmente il sole: tempio di Namba con il gigantesco faccione di leone, molto turistico e affollato (del tempio in sé non si vede altro). Poi il castello di Osaka, solo il parco esterno, che porta via un'ora buona anche solo ad attraversarlo; c'era un concerto, ma molto costoso, e abbiamo lasciato stare. Alle 5 a Koreatown, tranquilla e con prezzi bassi, ma stava già chiudendo tutto (alle sei è tutto chiuso): andateci prima. Cena verso Namba in un locale con la finestrella sulla cucina, mangiando appena fuori, e un giro senza ombrello tra i negozi di Namba, Dotonbori e Don Quijote.

    • Il tempio degli innamorati a Umeda
    • Mercato Kuromon
    • Il faccione di leone del Namba Yasaka
    • Osaka Castle (parco esterno)
    • Koreatown (prima delle 18!)

    Dove abbiamo mangiato

    • Mercato KuromonMercato

      Soliti prezzi turistici, ma qualche cosina buona.

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    • Locale con la finestrella sulla cucinaCena

      Vicino a Namba, mangiando appena fuori con il cibo passato dalla finestrella: tempura, pesce, tonno appena scottato e frittini con uova di quaglia, tutto strabuono.

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    28 giugno

    Nara: cervi, Buddha e ichigo ichie

    Primo giorno di sole dopo tre di pioggia: finalmente Nara. Da Namba c'è un treno diretto (in stazione basta seguire le indicazioni con i cervi) e in meno di un'ora si arriva. Si esce e si segue la folla verso il parco, con sempre più cervi, fino alla folla di cervi all'ingresso. Il parco è gigantesco, con un museo (saltato) e tantissimi templi, con biglietti singoli o cumulativi: noi abbiamo scelto il Todai-ji, quello del grande Buddha, la statua che costò all'imperatore quasi tutto il denaro dello stato. Poi la cittadina: niente palazzoni, solo case tradizionali con le porte scorrevoli, dove l'ingresso diventa un negozietto e da fuori si vedono i tatami, più un mercatino di artigiani. Camminando si arriva alla grande zona commerciale, coperta e all'aperto, dove per la fame abbiamo preso bao e frittini, e un cappuccino col gattino da un barista australiano. Verso le quattro il giardino Yoshikien, gratuito per i turisti stranieri, curatissimo, con il laghetto e una passerella esterna dove sedersi: ci siamo rimasti così tanto da trovare chiuso l'ingresso principale. Tornati a Osaka, la cheesecake di Rikuro's a Shinsaibashi, ramen pazzesco nelle vie meno battute e un giro ad America-mura, deludente e sporchissima. Prima di dormire, un baretto al secondo piano vicino all'appartamento, a Nishinagahori: due baristi solari, Instagram scambiati, un invito a Verona e il concetto di 'ichigo ichie' imparato da uno di loro, ogni incontro è un'occasione unica.

    • Cervi liberi nel parco di Nara
    • Todai-ji e il grande Buddha
    • La città vecchia e le case-negozio tradizionali
    • Giardino Yoshikien, chiusi dentro
    • Cheesecake di Rikuro's
    • 'Ichigo ichie' al bancone di Nishinagahori

    Dove abbiamo mangiato

    • Bao e frittini a NaraPranzo

      Per la fame improvvisa, nella zona commerciale. Pesanti: un bao intero come pranzo non lo consigliamo.

    • Caffè di un australianoCaffè

      Un cappuccino con il gattino disegnato sulla schiuma.

    • Cheesecake di Rikuro'sDolci

      Nulla di speciale: grande e soffice, ma più che cheesecake sa di uovo. La coda a Namba è infinita: andate alla piccola succursale al piano -1 della stazione di Shinsaibashi, dentro il centro commerciale, un quarto d'ora di coda. Ne fanno un numero limitato: a fine giornata hanno tenuto in coda solo gli ultimi 25.

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    • Ramen a ShinsaibashiRamen

      Fuori dalle vie più battute, luci soffuse, nessuno dentro e prezzo easy. Susie l'ha preso senza brodo, con una crema di carne densa e le costine, Simo con il brodo: buonissimo, noodle perfetti.

    • Baretto a NishinagahoriBar

      Dietro l'appartamento, al secondo piano: due baristi, bancone di legno, luci soffuse e un'accoglienza più solare che a Tokyo. Qui abbiamo imparato «ichigo ichie».

  22. 3 foto · tocca per sfogliarle

    29 giugno

    Katsuo-ji, la cascata di Minoo e l'ultima cena

    Gita al Katsuo-ji: da Namba in treno fino alla stazione di Minoh-Kayano e da lì un bus apposta per i turisti, a tariffa fissa, una ventina di minuti. Il tempio è più organizzato e turistico degli altri, con un vero edificio d'ingresso, ma c'era poca gente: un percorso tranquillo, pieno di daruma dappertutto, e i timbri raccolti lungo la strada. In cima ci hanno spiegato la tradizione: ti poni un obiettivo e colori un occhio del daruma, e quando lo raggiungi lo riporti al tempio e colori l'altro. Poi a piedi fino alla cascata di Minoo, circa 4 km: 45 minuti su una strada asfaltata di montagna, accanto alle auto (poche) ma con il torrente e il bosco di fianco. Alla cascata un baracchino di dolcetti e un po' di relax, poi avanti verso la stazione di Minoo lungo il torrente, su un sentiero più sicuro: un complesso di templi, un villaggio di case in legno con negozietti e ryokan, ristoranti sul torrente e una libreria a più piani con una parte all'aperto affacciata sull'acqua. A Umeda pranzo con tonkatsu al 28° piano di un palazzo della stazione, con vista sulla ruota panoramica, poi giro tra le vie, una pasticceria fancy e il tramonto nel parco lungo il canale, fino alla stazione accanto al castello. Per l'ultima cena volevamo il sushi preparato a vista: il primo posto era pieno e quello accanto aveva un pesce morto in vetrina, così abbiamo trovato un posto più a nord, un po' più caro, ma forse il miglior sushi del viaggio. Al bancone una coppia ci ha regalato otto pezzi di sushi da portare via, chiacchierando di Italia e Lamborghini.

    • Tempio di Katsuo-ji e la tradizione dei daruma
    • Cascata di Minoo
    • La libreria sul torrente
    • Tonkatsu al 28° piano
    • Ultima cena di sushi, con un regalo a sorpresa

    Dove abbiamo mangiato

    • Dolcetti alla cascata di MinooDolci

      Un baracchino proprio alla cascata, per una pausa prima di ripartire.

    • Pranzo al 28° piano a UmedaTonkatsu

      Al 28° piano di un palazzo della stazione, con vista sulla ruota panoramica e soli noi due fino alle tre e mezza: circa 10 euro a piatto, buffet compreso. Per quel posto, un prezzo basso.

    • Pasticceria fancy a UmedaDolci

      Un gelato dentro un biscotto, buonissimo, seduti a una vetrata al piano terra.

    • Sushi a vistaCena

      Più a nord, in una zona di uffici tranquillissima: un po' più caro, ma forse il miglior sushi del viaggio. Al bancone una coppia ci ha regalato otto pezzi da portare via, chiacchierando di Italia e Lamborghini.

  23. 4 foto · tocca per sfogliarle

    30 giugno

    Ultimo giro e volo di ritorno

    Ultima mattina con calma: venti minuti a piedi fino a Shinsaibashi, l'apertura dei negozi e un pezzo della via che non avevamo mai visto (è lunghissima), con qualche maglietta divertente per Simo. Poi aeroporto: tra i vari treni, il più economico è la linea Nankai da Namba. Ultimo pranzo in aeroporto con il sushi che ci aveva regalato la coppia la sera prima: il modo migliore per chiudere. Nota pratica sulle carte IC (Suica, Pasmo): potete arrivare anche con meno credito del necessario e fare il fare adjustment direttamente alle macchinette della stazione d'arrivo, così siamo arrivati in aeroporto con le carte a zero. La Suica sull'iPhone non costa niente; la Pasmo fisica fatta a Tokyo invece ha una cauzione di 500 yen e a Osaka non si può rimborsare: tenetela come souvenir, l'abbiamo usata tutti i giorni.

    • Ultimo giro a Shinsaibashi
    • Linea Nankai per l'aeroporto di Kansai
    • Il sushi regalato, mangiato in aeroporto
    • Carte IC a zero con il fare adjustment

    Dove abbiamo mangiato

    • Il sushi regalato, in aeroportoPranzo

      Gli otto pezzi che ci aveva regalato la coppia al bancone la sera prima: l'ultimo pranzo, prima dell'imbarco.

Dove mangiare

8 giugno · Cena

Omoide Yokocho (Memory Lane)

A Shinjuku, il vicolo delle locande a pochi passi dalla stazione, poco prima del Golden Gai.

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9 giugno · Street food

Taiyaki a Nakamise-dori

Il pesciolino dolce ripieno di crema di fagioli rossi, assaggiato lungo la via dei negozi di Asakusa.

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9 giugno · Mercato

Mercato di Tsukiji

A due passi da Ginza: qualche cosina tipica molto overpriced ma divertente, più il takoyaki appena fuori.

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9 giugno · Ramen

Ramen a Ueno

Alla stazione di Ueno: «il migliore della mia vita».

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9 giugno · Bar

Baretto sotto una scala a Nippori

Sei giapponesi e basta, cocktail da 3 euro: all'inizio ci guardavano malissimo, poi chiacchiere in giapponese, un drink offerto dal proprietario e un caloroso «mata ne» da tutti.

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10 giugno · Sushi a nastro

Kaitenzushi Sushiro

Il primo sushi a nastro del viaggio, in una catena nel centro commerciale: il pesce giapponese ha una consistenza tutta un'altra cosa rispetto all'Italia.

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10 giugno · Cena

Tonkatsu a Shibuya

La cotoletta di maiale dopo la serata tra Shibuya Crossing, Pokémon Center e JoJo World.

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11 giugno · Pranzo

Ristorantino sui futon a Nikko

Faceva un solo piatto: udon con tofu e uovo preparati in un modo particolare, molto buono. Si mangia seduti sui futon, a terra.

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11 giugno · Cena

Okonomiyaki a Sunshine City

Nel gigantesco centro commerciale di Ikebukuro: portano gli ingredienti crudi e la piastra è sul tavolo, noi ce l'abbiamo fatta fare perché non eravamo capaci.

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12 giugno · Street food

Taiyaki fatto a mano

Sulla strada per Nezu: tutta un'altra storia rispetto a quello assaggiato ad Asakusa qualche giorno prima.

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12 giugno · Dolci

Dango a Nippori

Un localino che fa solo dango, buonissimi e con personale gentilissimo: ci hanno dato un ombrellino per la foto e regalato due origami fatti da loro.

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12 giugno · Caffè

Caffè ad Akihabara

Un buon caffettino con un dolcetto, vicino alla stazione.

12 giugno · Cena

Ristorante cinese a Okachimachi

Lungo una delle vie appena sotto il parco di Ueno: due giapponesi si sono seduti accanto a noi e abbiamo passato la serata a parlare e a bere, finché ci hanno offerto la cena.

13 giugno · Street food

Komachi-dori

La via principale dei negozi di Kamakura: un gelatino e qualche altra porcheria.

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13 giugno · Cena

Fluffy omurice

A Shibuya, dopo la caccia (fallita) alle carte Pokémon. Non era quello che ci aspettavamo: pensavamo a quello cremoso dentro, invece no.

14 giugno · Libreria e panificio

Higurashi Bakery

Libreria e panificio vicino a Nippori, trovato camminando verso la stazione: prodotti fatti lì, con coda e self-service.

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14 giugno · Cena

Cena tipica al ryokan

Una tavolata di cibo che continuava ad arrivare, tutto buonissimo.

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15 giugno · Colazione

Colazione al ryokan

Tipica, ma un po' impegnativa per le sette e mezza di mattina.

15 giugno · Street food

Banchetti all'inizio di Magome

Un boccone preso al volo prima di partire a piedi per il Nakasendo.

15 giugno · Cena

Vicolo di ristorantini a Nagoya

Una via larga un metro e mezzo, tutta piena di ristorantini. Qui le tebasaki, le ali di pollo, vanno per la maggiore. Se cercate di arrivare a uno dei locali tramite maps, in bocca al lupo, riconoscere dov'è il locale che cercate è una vera sfida.

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16 giugno · Teppanyaki, wagyu

Teppan Dining Kyoshikian

La prima wagyu del viaggio: un locale fancy con poche persone, lo chef cucina sulla piastra davanti a te, vicino a Pontocho.

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17 giugno · Soba

Yabusoba

Trovato da Simo, quasi invisibile: tutto scritto in giapponese, ma con una guida di domande da fare. Soba calda con un mix di ingredienti, buonissima.

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17 giugno · Street food

Moneta da 10 yen al formaggio

Il 10 yen pan: una specie di cialda a forma della moneta da 10 yen, ripiena di formaggio filante.

17 giugno · Sushi a nastro

Kura Sushi Plus Kyoto

Un'altra catena di sushi a nastro, tutta automatica e un po' meno calorosa: i piatti girano sotto cupole trasparenti e quelli vuoti si infilano nella fessura del tavolo. Con granita nuvola (che è praticamente neve) e una tortina di pesca buonissima.

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18 giugno · Pizza

W/Pizza

Dopo il castello di Nijo: ci hanno regalato una pizzetta piccola, di quelle che fanno loro. Buona, ma decisamente costosa. Lì accanto un frozen yogurt.

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18 giugno · Cena

Manmoan Takasegawa Matsumoto

Solo noi due: sashimi, pollo teriyaki e finalmente un'insalata vera.

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19 giugno · Cena

Ristorante cinese a Kyoto

Un sacco di gyoza, tutti buoni, con il brodo dentro: si fa un buchetto, si succhia il brodo e poi si mangiano, altrimenti si schizzano le persone di fianco.

19 giugno · Bar

BnA, hotel d'arte

Un cocktail mentre aspettavamo la lavatrice: ambiente carino, con quadretti appesi ovunque.

20 giugno · Mercato

Mercato Nishiki

Coperto, quindi perfetto sotto la pioggia: un po' di pesce, un'omelette e altre cosine.

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21 giugno · Bento da stazione

Ekiben in treno

Comprato in stazione a Kyoto tra negozi con un sacco di scelta e scatole bellissime, mangiato sul treno per Hiroshima.

21 giugno · Cena

Okonomiyaki in stile Hiroshima

Show cooking a sorpresa: molto diversa e più buona di quella mangiata a Tokyo. Poi una passeggiata nella via coperta illuminata.

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22 giugno · Dolci

Momiji manju a Miyajima

Dolcetti a forma di foglia d'acero, con tanti ripieni diversi.

22 giugno · Cena

Hamburger a Hiroshima

Cercato disperatamente: un localino piccolissimo al secondo piano su uno stradone, con le action figure, e c'eravamo solo noi. Hamburger piccolo ma buono. Dopo, un melon pan e un gelato del combini con la cialda, tipo Viennetta: promosso.

23 giugno · Pranzo

Sashimi in via commerciale

Sashimi con riso, buono, dopo il diluvio nella zona vecchia.

23 giugno · Street food

Yatai sul canale

Un assaggino soltanto: erano un po' sovrapprezzate.

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23 giugno · Cena

Localino al bancone

Pollo alla griglia, udon e un po' di tutto: roba surgelata, quindi non chissà che qualità, ma era gustoso proprio come volevamo.

24 giugno · Pranzo

Galleria coperta di Himeji

Un posto un po' turistico nella galleria tra il castello e la stazione: wagyu cotta direttamente sul fornelletto con le verdure, un fritto (forse di maiale) e una crocchetta con la crema di granchio, tutto buono. Ogni posto ha la sua tendina, e vendevano pure action figure.

24 giugno · Cena

Canal City

Spettacolo di luci e fontane sulle note di «Con te partirò», ma delusione per il cibo: un timballo di gamberi, broccoli e crema e un omurice con l'hamburger. Pioveva e non c'era più niente in giro, mentre nella stazione attaccata all'hotel c'erano tanti ristoranti ancora aperti e molto più invitanti.

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25 giugno · Pranzo

Omurice a Shinsaibashi

Finalmente come si deve: quello cremoso che si taglia e si apre sul riso. E due chiacchiere con dei ragazzi del posto.

25 giugno · Cena

Udon freddi a Namba

Mangiati nella stazione di Namba: freddi con l'insalata, mai più, si forma una patina e diventano viscidissimi.

26 giugno · Pranzo

Ristorantino del museo della scienza

Simo un curry rice, Susie un piatto a forma di space shuttle con hamburger a stellina, mais, tofu e altre cosine, più due Oreo senza crema.

26 giugno · Okonomiyaki e yakisoba

Fugetsu

In una stazione, con la griglia al tavolo: alla fine ci hanno fatto gli spaghetti (yakisoba), buonissimi.

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26 giugno · Bar

Baretto a Tenma

Un piccolissimo birrificio artigianale aperto da una signora, con uno dei birrai al bancone. Poi è entrata una signora di sessant'anni, scatenata e fan di Demon Slayer: serata intera di chiacchiere in giapponese.

27 giugno · Mercato

Mercato Kuromon

Soliti prezzi turistici, ma qualche cosina buona.

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27 giugno · Cena

Locale con la finestrella sulla cucina

Vicino a Namba, mangiando appena fuori con il cibo passato dalla finestrella: tempura, pesce, tonno appena scottato e frittini con uova di quaglia, tutto strabuono.

28 giugno · Pranzo

Bao e frittini a Nara

Per la fame improvvisa, nella zona commerciale. Pesanti: un bao intero come pranzo non lo consigliamo.

28 giugno · Caffè

Caffè di un australiano

Un cappuccino con il gattino disegnato sulla schiuma.

28 giugno · Dolci

Cheesecake di Rikuro's

Nulla di speciale: grande e soffice, ma più che cheesecake sa di uovo. La coda a Namba è infinita: andate alla piccola succursale al piano -1 della stazione di Shinsaibashi, dentro il centro commerciale, un quarto d'ora di coda. Ne fanno un numero limitato: a fine giornata hanno tenuto in coda solo gli ultimi 25.

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28 giugno · Ramen

Ramen a Shinsaibashi

Fuori dalle vie più battute, luci soffuse, nessuno dentro e prezzo easy. Susie l'ha preso senza brodo, con una crema di carne densa e le costine, Simo con il brodo: buonissimo, noodle perfetti.

28 giugno · Bar

Baretto a Nishinagahori

Dietro l'appartamento, al secondo piano: due baristi, bancone di legno, luci soffuse e un'accoglienza più solare che a Tokyo. Qui abbiamo imparato «ichigo ichie».

29 giugno · Dolci

Dolcetti alla cascata di Minoo

Un baracchino proprio alla cascata, per una pausa prima di ripartire.

29 giugno · Tonkatsu

Pranzo al 28° piano a Umeda

Al 28° piano di un palazzo della stazione, con vista sulla ruota panoramica e soli noi due fino alle tre e mezza: circa 10 euro a piatto, buffet compreso. Per quel posto, un prezzo basso.

29 giugno · Dolci

Pasticceria fancy a Umeda

Un gelato dentro un biscotto, buonissimo, seduti a una vetrata al piano terra.

29 giugno · Cena

Sushi a vista

Più a nord, in una zona di uffici tranquillissima: un po' più caro, ma forse il miglior sushi del viaggio. Al bancone una coppia ci ha regalato otto pezzi da portare via, chiacchierando di Italia e Lamborghini.

30 giugno · Pranzo

Il sushi regalato, in aeroporto

Gli otto pezzi che ci aveva regalato la coppia al bancone la sera prima: l'ultimo pranzo, prima dell'imbarco.

Come spostarsi

Carte e biglietti

  • Suica su iPhone è comodissima; in alternativa serve la versione fisica ('Welcome Suica') pagata in contanti a sportelli dedicati.
  • Molti biglietti singoli si pagano solo in contanti: portate sempre un po' di cash.
  • Su alcune linee turistiche (es. Tobu Express Line per Nikko) la carta IC copre il tornello ma va comunque acquistato un biglietto extra per il posto a sedere.
  • Le carte IC si possono usare anche con poco credito: alla stazione d'arrivo la macchinetta del fare adjustment vi dice quanto manca e lo pagate lì. La Pasmo fatta a Tokyo ha una cauzione di 500 yen e a Osaka non si rimborsa: tenetela come souvenir.

Treni e Shinkansen

  • Per Nikko, dalla stazione si prende il bus fino alla parte alta, vicino al ponte: se su Maps mettete «Nikko» come destinazione vi fa scendere troppo presto, conviene proseguire di altre tre fermate.
  • Per Hakone: dopo una sosta al castello di Odawara si prende il bus che sale in montagna, circa 50 minuti con un bel panorama.
  • Per il Nakasendo si scende a Nakatsugawa e da lì si va in bus a Magome. Da Nagoya c'è un treno veloce e uno lento che costa la metà: se il bus utile da Nakatsugawa è uno solo, prendete quello lento, tanto aspettereste lo stesso bus. Da Tsumago l'unico bus per Nagiso era alle 17:40, così abbiamo camminato 45 minuti fino a una stazione deserta, dove il biglietto si paga direttamente sul treno.
  • Da Nagoya a Kyoto abbiamo anticipato la partenza in Shinkansen, alle 11.
  • Per Hiroshima si sceglie un ekiben in stazione tra decine di scatole diverse, da mangiare in treno.
  • A Fukuoka l'allerta per un doppio tifone, con rischio di chiusura di alcune linee, ci ha fatto partire direttamente per Osaka con un giorno di anticipo.
  • Il pass JR West per l'area Sanyo copre tutta la linea da Shin-Osaka a Fukuoka: si va avanti e indietro quanto si vuole e conviene anche solo per andata e ritorno. E i treni sono bellissimi: Super Mario, One Piece, e uno tra Osaka e Kyoto elegantissimo, con i sedili rivolti verso il finestrino.

Aeroporti

  • Da Narita lo Skyliner arriva a Nippori (il biglietto si fa alla biglietteria in aeroporto); a Nippori abbiamo dormito quasi tutto il soggiorno a Tokyo.
  • Per l'aeroporto del Kansai la linea Nankai da Namba è l'opzione più economica.

Trasporti locali

  • A Tokyo, occhio a dove prendete l'hotel: il nostro secondo, sul lato est di Nippori, aveva come stazione più vicina Shin-Mikawashima, su una linea poco collegata, con pochi treni e orari strani.
  • A Kamakura il trenino verde Enoden, a quattro carrozze, è stracolmo di gente: serve pazienza per salire fino a Hase.
  • A Osaka c'è il pass giornaliero per tutte le metro e i bus (circa 4€ in settimana, 3€ nel weekend), ben collegato, ma non vale in una stazione: la macchinetta lo segnala.
  • Il servizio bagagli Yamato Transport è comodissimo: si possono far spedire le valigie da hotel a hotel oppure portarle e ritirarle agli uffici Yamato, che si trovano ovunque.
  • Per Nara si prende il treno da Namba: in stazione ci sono le indicazioni con i cervi, e in meno di un'ora si arriva.
  • Per il Katsuo-ji: treno da Namba fino a Minoh-Kayano, poi un bus a tariffa fissa fatto apposta per i turisti, circa 20 minuti.

Consigli pratici

Cibo

  • Il kaitenzushi (sushi a nastro) è un ottimo modo economico per il primo assaggio di sushi vero.
  • L'omurice esiste in tre versioni: quella classica, un'omelette ripiena di riso con ketchup o salsa sopra; quella 'fluffy', una grande omelette senza riso dentro appoggiata sul riso; e quella cremosa, un'omelette chiusa quando dentro è ancora morbida, che si taglia e si scioglie sopra il riso.
  • I ristoranti nelle stazioni ferroviarie sono spesso sorprendentemente buoni e aperti fino a tardi: in stazione si sta da Dio, meglio dei centri commerciali nelle serate di pioggia.
  • Cercate i ristoranti 'invisibili su Google Maps': i migliori pasti del viaggio sono arrivati per caso, non da una ricerca.
  • Occhio ai piatti da fiera troppo turistici (tipo vicino ai grandi templi): spesso overpriced rispetto alla qualità.

Cultura e templi

  • Molti templi e santuari offrono tour gratuiti con guide volontarie: chiedete all'ingresso, spesso non sono pubblicizzati.
  • Il goshuin (timbro calligrafico) si può collezionare tempio dopo tempio, spesso a pagamento: un bel souvenir alternativo.
  • Vale la pena leggere qualcosa in anticipo sui simboli nei templi (i guardiani a bocca aperta e chiusa, draghi, scimmie, volpi, offerte, segni zodiacali): li ritroverete ovunque, anche dove non c'è l'audioguida, e li apprezzerete molto di più.
  • Nei periodi di grande affluenza (Fushimi Inari, Arashiyama, Kinkaku-ji) andate il prima possibile la mattina.
  • A Nara, il giardino Yoshikien è gratuito per i turisti stranieri: uno dei posti più rilassanti del viaggio.

Pratici

  • Attenzione alla stagione dei tifoni a fine giugno: un'allerta ci ha fatto cambiare programma last minute (da Fukuoka dritti a Osaka in anticipo).
  • Il tax-free funziona diversamente città per città: a Fukuoka, per esempio, dopo gli acquisti si va in una zona apposita e ci si registra con un'app. Informatevi subito su come funziona.
  • Parlare anche solo un po' di giapponese apre porte incredibili: le serate più belle del viaggio sono nate proprio così, chiacchierando al bancone con sconosciuti.